venerdì 21 aprile 2017

Errata corrige



Dopo anni di divulgazione, purtroppo sono ancora diffusi alcuni luoghi comuni a proposito della geoingegneria clandestina ed addentellati. Pur nella consapevolezza di ripetere in parte contenuti su cui abbiamo altre volte indugiato, riteniamo opportuni alcuni richiami.

• La geoingegneria illegale non è in alcun modo legata all’esigenza di ridurre il cosiddetto riscaldamento globale (che è una truffa) e le emissioni di biossido di carbonio in atmosfera. Tutti gli inconcludenti discorsi incentrati su tale nesso sono fumo negli occhi, il tentativo maldestro di giustificare operazioni che hanno preminenti scopi strategici e demografici.

• Non è vero che le scie chimiche preannunciano o causano le piogge: spesso, dopo intense inseminazioni igroscopiche, cadono misere precipitazioni che sarebbero state, invece, copiose, se non fossero stati aggrediti i fronti perturbati. Quando l’area anticlonica è possente, è inevitabile che qualche goccia qua e là cada o che si scatenino violenti nubifragi in aree circoscritte.

• Le attività di avvelenamento globale non sono compiute per mezzo di misteriosi velivoli privi di contrassegni, ma quasi sempre attraverso aerei di linea (passeggeri e cargo), usando sia carburanti speciali sia composti chimici ad hoc.

• La geoingegneria bellica non è un insieme di progetti che devono essere ancora attuati, ma una deleteria prassi quotidiana da almeno una trentina d’anni.

• Non è corretto affermare che solo i paesi aderenti alla N.A.T.O. sono sottoposti agli attacchi chimici e biologici: tutti gli Stati che dispongono dell’aviazione militare e sono attraversati da rotte civili sono, in misura maggiore o minore, coinvolti nelle operazioni in esame. Si può anzi asserire senza tema di smentita che, essendo l’O.N.U. a gestire l’Agenda 21, ossia lo sfoltimento di alcuni gruppi della popolazione mondiale con il pretesto di proteggere le risorse naturali, ogni nazione, dal momento che aderisce al criminale apparato internazionale, è bersagliata.

• Non è vero che gli scienziati adoperano solo il termine “geoingegneria”, disdegnando il lessema “chemtrails” (in italiano reso con la dicitura “scie chimiche”): lo stesso Herndon impiega entrambi i vocaboli, considerandoli equivalenti ed intercambiabili da un punto di vista concettuale, in quanto riferiti comunque ad una sistematica distruzione dell’ambiente ed all’intossicazione degli esseri viventi. L’arsenico è e resta un veleno, anche se lo chiami “essenza di bergamotto”.

• E’ una falsità ribadire che la comunità scientifica (quella vera, non la fanatica setta dei negazionisti a cottimo) ignora la biogeingegneria assassina: scienziati e ricercatori (biologi, medici, climatologi, fisici, chimici, botanici, storici, glottologi… ) che l’hanno sviscerata e la denunciano sono in numero considerevole!

• Non è esatto ripetere che si ignora chi abbia ideato e perpetri il genocidio noto anche come “scie chimiche”: si conoscono le multinazionali che si trovano nella cabina di regia [le corporations agro-alimentari (in primis la Monsanto e la Dupont), le industrie farmaceutiche (Bayer, Merk), quelle belliche (Raytheon etc.), gli enti per lo studio e la protezione (sic) degli ecosistemi e della salute (N.O.O.A., C.D.C. etc.), istituzioni “scientifiche” (N.A.S.A.), ministeri, governi, strutture militari (D.A.R.P.A.)... Le associazioni “ambientaliste” (in Italia Lega ambiente, Italia nostra, Greenpeace, F.A.I. etc.), quando non gestiscono direttamente la propaganda e la pericolosa disinformazione, contribuiscono a creare una cortina fumogena per confondere l’opinione pubblica e per dirottare il dibattito inerente a temi ambientali sul falso problema del biossido di carbonio. Anche gli scopi sono arcinoti: per rinfrescare la memoria circa strategie ed obiettivi, rimandiamo al volume “Scie chimiche: la guerra segreta”, 2015, all’omonimo documento-video ed al recente “Scie chimiche: tutti devono sapere!”, 2017.

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lunedì 17 aprile 2017

Siccità biblica in Italia



Furono avvertite tempo fa le varie associazioni di agricoltori che ora si disperano e si stracciano le vesti: se continuerete ad ignorare la geoingegneria clandestina, in particolare tutte le operazioni che provocano siccità, impedendo le piogge con le inseminazioni igroscopiche delle nubi basse, vi ritroverete con i raccolti falcidiati dalla carenza, anzi assenza di precipitazioni. E’ quello che è successo ed ora pare troppo tardi per intervenire: dall’aridità alla carestia il passo è breve…

Agricoltori costretti ad irrigare il grano: "In aprile non era mai successo". Fiume in secca come in piena estate. Coldiretti preoccupata: a rischio i raccolti.

"Se mi avessero detto che ad aprile avrei dovuto irrigare il grano, non ci avrei creduto". È il commento del presidente della Coldiretti di Rovigo, Mauro Giuriolo, sul protrarsi dell'allarme siccità in Polesine, dove si sta registrando un’inquietante assenza di precipitazioni.

"Da dicembre ad oggi - ricorda allarmato Giuriolo - sono caduti solo 80 millimetri di pioggia, di cui la maggior parte nella prima settimana di febbraio".

A preoccupare è anche la portata dei fiumi: "L'Adige, secondo le rilevazioni eseguite a Boara, ha segnato i meno 4,15 metri cubi al secondo ed i sifoni toccano ormai il fondo sabbioso del fiume, rendendo vana la loro azione. Addirittura i sifoni sono stati chiusi a Rosolina dove il cuneo salino ha già superato la barriera antisale".

La siccità, che sta superando ogni record storico negativo registrato negli ultimi vent’anni, obbliga i coltivatori ad irrigare i campi, ma l'acqua è sempre più scarsa. "La situazione è paragonabile a quella del periodo estivo, ma in primavera le piante attraversano una fase cruciale per la buona riuscita delle produzioni".

Fonte: polesine24

Articolo correlato: Allarme siccità in Italia, 2017


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giovedì 13 aprile 2017

Eseguiti i primi prelievi in quota per mezzo di drone DJI Phantom 4



Sono stati recentemente eseguiti i primi prelievi in quota per mezzo di un drone semi-professionale. I prelievi si sono avvalsi del "DJI Drone Phantom 4", fornito di videocamera in alta risoluzione (12 MP/4K) e sistema di controllo GPS. A bordo del velivolo radiocomandato è montato un kit (realizzato ad hoc) che aspira l'aria in quota e la deposita su filtro 3M. Il drone ha raccolto, in più sessioni, residui di pulviscolo in un’area non antropizzata, ma costantemente attraversata da corridoi di discesa impiegati da aviogetti civili in avvicinamento allo scalo aeroportuale di Nizza.

E’ stato dunque seguito un protocollo rigoroso con il fine di prelevare campioni utili a rilevare i composti chimici presenti in atmosfera in relazione alle attività di biogeoingegneria criminale.

Come sito, è stata scelta un’area dell’entroterra ligure adatta all’uopo. Ciò ha consentito pure di verificare, per quanto in modo empirico, le condizioni dell’ambiente boschivo. Il bioma risulta piuttosto povero e degradato: il sottobosco annovera poche specie vegetali, i pini risultano spesso attaccati dalla perniciosa processionaria, non sono stati rilevati imenotteri e l’avifauna risulta alquanto misera. Naturalmente la cronica siccità, collegata solo ed esclusivamente alle scie igroscopiche, insieme con la contaminazione globale è la causa di questo depauperamento floro-faunistico.



Certo, la zona è meno bersagliata rispetto alle aree urbane, a dimostrazione che la popolazione è uno dei principali obiettivi delle nefaste operazioni chimico-biologiche: nel filmato si nota che “sopravvivono” corposi cumuli. Belle nuvole aleggiano al di sopra delle dorsali montuose ed il cielo riesce qua e là a conservare un azzurro vero, tuttavia i passaggi dei voli incivili sono numerosi, come testimoniato dal video. Si nota all'orizzonte una densa coltre composta dal particolato di ricaduta. D’altronde non pare più esistere territorio che non sia sotto attacco.

Siamo soddisfatti di come è stato compiuto il prelievo: ogni fase ha seguito il piano prestabilito e presto saremo in grado di divulgare i risultati delle analisi. Ci attendiamo purtroppo conferme di quanto assodato in questi lustri: finora tutti gli esami di acqua, suolo, aria hanno accertato la presenza in quantità abnormi dei soliti micidiali elementi (alluminio, bario, arsenico, stronzio, cadmio, manganese e via discorrendo), derivanti dalla combustione del neurotossico carburante avio Jet-A1, come peraltro dimostrato dai recenti studi della Dottoressa Ulrike Lohmann nonché nel documento referato del Dottor J. Marvin Herndon. Si tratta di metalli e non metalli legati sia al deterioramento dei biomi sia ad una serie di disturbi e patologie anche gravi che colpiscono gli esseri viventi.


Analisi dei residui carboniosi estratti dal turbofan di un velivolo commerciale Boeing 777. Il campione, immesso nel reagente, mostra la presenza di cadmio, rame, cobalto. Si noti il colore della porzione superiore nella fiala usata per il test e lo si confronti con la scheda di riferimento.

Se possibile, saranno eseguiti altri campionamenti sempre sulla base di una procedura precisa e razionale. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che, con il loro fattivo contributo, hanno permesso di realizzare il progetto. Ci ripromettiamo di organizzare altre iniziative a corollario di questa, in linea con tutte le altre attuate in questi anni. Intanto prosegue la raccolta fondi al fine di affiancare, se possibile, le costose analisi sprettroscopiche a quelle relativamente più economiche tramite kit Osumex. Queste analisi saranno eseguite con il metodo dei reagenti, come in questo esempio. Qui il link per contribuire alla campagna tramite Paypal. In alternativa è possibile effettuare un bonifico bancario (IBAN: IT48I0617522700000001977280 - Causale: "Campagna prelievo in quota") o su carta Postepay (4023 6009 4336 4051 - Codice fiscale: MRCRSR61C19I469R). Di seguito il filmato relativo ad alcuni voli eseguiti con il DJI Phantom 4.


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lunedì 10 aprile 2017

Un altro singolare incidente aereo: se volare diventa sempre più pericoloso



Recentemente è occorso un altro strano incidente ad un velivolo di una compagnia aerea francese. L’aeroplano incrociava a 36.000 piedi di quota sopra il Golfo del Messico, quando è stato centrato da qualcosa. I danni al muso dell’aereo sono stati significativi. Sono stati esclusi sia l’impatto di un meteorite sia la collisione con un altro velivolo. Qualcuno ha congetturato che il jet sia stato colpito da un “folletto”, un fulmine d’alta quota.



Il Dottor Bruce Banner del N.O.O.A. (Non ci risulta un Bruce Banner del N.O.O.A.) si è avventurato in una congettura tanto bislacca quanto forviante: stando all’”esperto”, le scie di condensazione (sic) generate dai motori contengono una sufficiente quantità di metalli, soprattutto di metalli pesanti (ma Attivissimo e tutto lo stuolo dei negazionisti non hanno sempre ripetuto che le “contrails” sono formate da innocuo vapore acqueo?), il cui particolato, interagendo con i fulmini d’alta quota, si trasforma in pericolosi proiettili. Se ciò sarà confermato, l’industria aeronautica dovrà attrezzarsi per riprogettare i velivoli di modo che tali incidenti siano evitati. Uno scherzo di cattivo gusto?

In realtà, la spiegazione del sinistro è un’altra: una semplice occhiata al tipo di ammaccatura sulla parte anteriore dell’aviogetto ci lascia intuire che cosa può essere accaduto, una volta accantonate tutte le supposizioni di copertura. Non è la prima volta in cui un velivolo chimico ha un inatteso e sgradito incontro ravvicinato…

Fonte: Facebook (Nota: il post è stato rimosso. Di seguito copia cache).




Articoli correlati:

- Qantas: ennesimo incidente in volo, 2008
- Singolare incidente aereo in Cina, 2013
- Aereo di linea si scontra con un U.F.O., 2016


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venerdì 7 aprile 2017

La strana storia di Mark Purdey e la mucca pazza



Sino dal 1988, Mark Purdey, un allevatore del Somerset, sostenne l'ipotesi che gli scienziati non hanno studiato a fondo le cause della BSE. Autodidatta e senza finanziatori, indagò sui complessi meccanismi biochimici del cervello, arrivando a pubblicare un rivoluzionario e documentato studio su un'autorevole rivista medica, ottenendone, però, soltanto attacchi, verbali e fisici [1].

Lo studio di Purdey inizia con l'esame delle funzioni dei prioni, le proteine cerebrali la cui alterazione sembra essere responsabile della BSE. I prioni hanno il compito di proteggere il cervello dalle proprietà ossidanti di alcune sostanze chimiche attivate da agenti esterni come i raggi ultravioletti. La sua ipotesi è che quando i prioni sono esposti ad una carenza di rame ed un eccesso di manganese, il manganese prende il posto del rame cui normalmente il prione si lega. In tal modo, la proteina perde la propria funzione. La prima insorgenza della BSE in Gran Bretagna, ricorda Purdey, si ebbe negli anni '80, quando il Ministero dell'Agricoltura impose a tutti gli allevatori il trattamento degli animali con un pesticida a base di organofosfati chiamato Phosmet, impiegato a dosi molto più alte che nel resto del mondo. Il pesticida veniva versato lungo la colonna vertebrale degli animali.

La ricerca di Purdey mostra che il Phosmet cattura il rame. In quegli stessi anni il mangime degli animali veniva arricchito con sterco di polli proveniente da allevamenti dove gli animali erano nutriti con manganese per aumentare la quantità di uova prodotte. I prioni contenuti nel cervello dei bovini, in tal modo, venivano contemporaneamente privati di rame ed intossicati dal manganese. In Francia, l'impiego del Phosmet divenne obbligatorio inizialmente in Bretagna. 20 dei 28 casi di BSE vennero alla luce proprio in quella regione. Sempre secondo le ricerche di Purdey, la diffusione della malattia coincide con quella del pesticida. Un analogo tipo di avvelenamento potrebbe spiegare la distribuzione della versione umana della malattia.

Dei due principali ceppi di vCJD in Gran Bretagna, uno, nel Kent si trova nel pieno di un'area con coltivazioni nelle quali vengono usate ingenti quantità di fungicidi a base di organofosfati e manganese. L'altro ceppo è a Queniborough, nel Leicestershire, dove una fabbrica di vernici (distrutta da un incendio alcuni anni fa, con grave inquinamento chimico sul paese) ha per anni riversato parte degli scarti di lavorazione nel sistema di canalizzazioni usate per irrigare i campi. Nella produzione di vernici e come additivo per i carburanti avio viene usato proprio il manganese.



Purdey, però, non si limitò a queste indagini, verificando sul campo la propria teoria sui ceppi di BSE e CJD in Islanda, Colorado, Slovacchia e Sardegna. Ogni volta in cui si imbatteva in ceppi di queste malattie, egli rilevava carenze negli animali e negli esseri umani di rame ed un eccesso di manganese.

La maggioranza dei focolai, inoltre, si trova in aree montane, nelle quali i livelli di luce ultravioletta sono alti, ma la prova più concreta a sostegno della sua ipotesi viene da uno studio pubblicato da un'équipe di biochimici dell'università di Cambridge. Questi hanno appurato che, quando il rame è sostituito dal manganese nei prioni, essi adottano precisamente i comportamenti che identificano l'agente infettivo della BSE.

[1] La strana morte di Mark Purdey - L'abitazione del medico veterinario Mark Purdey fu incendiata. Un giorno trovò la sua linea telefonica isolata. Un'altra volta vide degli estranei che si aggiravano, con fare sospetto, nei paraggi della sua fattoria. Questi estranei pedinarono a lungo sia lui sia la moglie. L'avvocato di Purdey morì in un incidente stradale, avendo perso il controllo dell'auto su cui viaggiava. E' stato riferito che un giorno l'autoveicolo, con alla guida Purdey, incrociò un autocarro dotato di strane apparecchiature. La morte di Purdey è avvolta nel mistero: il tumore cerebrale che lo colpì fu causato da campi elettromagnetici mirati e potenti?


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domenica 2 aprile 2017

Contaminazione da ftalati: sotto accusa le fibre dovute alla polimerizzazione dei carburanti avio



Gli endocrinologi hanno recentemente lanciato l’allarme: sono sempre più frequenti i casi di neonati dal sesso incerto e di maschi che manifestano più o meno spiccate caratteristiche biologiche e fenotipiche di tipo femminile.

Qual è la radice del problema? L’inquinamento ambientale e, per la precisione, la contaminazione dovuta agli ftalati, composti chimici polimerici. Gli ftalati, infatti, interferiscono sul sistema endocrino, quindi sul normale sviluppo dei caratteri sessuali. Quali sono le fonti della contaminazione? Vediamo le principali.

• Le pellicole con cui si avvolgono gli alimenti
• Gli oggetti per i neonati: poppatoi, succhiotti etc.
• Le bottiglie di plastica
• Molti cosmetici
• Alcuni antidoloricici
• Molti profumi
• I prodotti per la pulizia domestica
• Le vernici
• Contenitori vari
• Last, but not least, i carburanti aeronautici la cui polimerizzazione (vedi filamenti di ricaduta) genera appunto ftalati. D'altronde questo fenomeno ha registrato un drammatico incremento solo negli ultimi anni, per cui è evidente che le altre cause citate non sono determinanti.

Siamo chiari: checché ne dicano i vari Kapò negazionisti, i filamenti che anche in questi ultimi mesi di spaventose operazioni di geoingegneria criminale, abbiamo visto in ogni dove, non sono ragnatele di Aracnidi migratori, ma fibre polimeriche. Queste fibre, che cadono sul terreno, nei laghi, nei fiumi… entrano nella catena alimentare, provocando poi gli effetti sopra descritti. Che tale forma di inquinamento sia intenzionale, deliberata o involontaria, essa comunque traduce la geoingegneria in bioingegneria, ossia in uno snaturamento ed in un’alterazione dei processi biologici: lo scenario prospettato nel romanzo distopico di Aldous Huxley, Il mondo nuovo, (Brave new world) è sempre più vicino, sempre più attuale.

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mercoledì 29 marzo 2017

Ufficializzazione della geoingegneria



Come intuimmo anni fa, la geoingegneria ufficiale è prossima ad essere sdoganata: come è ovvio, il pretesto è costituito dal solito "riscaldamento globale", vera truffa, soprattutto ora che si moltiplicano gli studi e le acquisizioni circa un'imminente diminuzione delle temperature, vista la debole attività solare. Se Trump ed il suo entourage sanno che l'inasprimento dell'effetto serra è una frode, perché l'attuale amministrazione statunitense, con l'avallo pseudo-scientifico della "prestigiosa" università di Harvard, è pronta ad usare in modo scoperto gli strumenti della geoingegneria? Perché i veri scopi perseguiti sono di natura militare, economica e demografica: di salvare il pianeta non interessa un fico secco a nessuno né ai bugiardi del global warming né a chi lo nega. Anche caduto l'alibi del riscaldamento planetario, la cricca troverà altre scuse per proporre ed imporre le disastrose operazioni di guerra climatica? Temiamo di sì.

27 marzo 2017, all'interno nel TG2 delle ore 13:00, è stata diramata una notizia che più o meno era espressa in questi termini: "Un’équipe di ricercatori dell’università di Harvard, nel giro di poche settimane lancerà l’esperimento di geoingegneria più vasto mai realizzato sul pianeta, con l’obiettivo di studiarne l’applicabilità e le ricadute sul riscaldamento globale (che non esiste - n.d.r.). Il progetto ha un bilancio di 20 milioni di dollari e prevede test con la dispersione nella stratosfera prima di vapore acqueo e poi di particelle di carbonato di calcio (che è igroscopico n.d.r.). Ulteriori esperimenti potrebbero prevedere l’impiego di ossido di alluminio (neurotossico n.d.r.) e derivati del carbonio (inducono un aumento dei valori termici n.d.r.). Il gruppo di Harvard, inoltre, chiede che l’1% dei fondi destinati oggi alle misure di mitigazione dei cambiamenti climatici (che sono un'invenzione, anzi sono causati dalle attività di biogeoingegneria clandestina, n.d.r) sia stornato a vantaggio della geoingegneria. In verità, il programma è già in corso da una ventina di anni almeno e sono coinvolti i velivoli commerciali. Alcuni studiosi avevano previsto con largo anticipo quanto ora si verifica. Era prevedibile che finisse così: non potendo oltremodo nascondere il crimine, gli assassini del clima lo legalizzano.

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Il servizio del TG2 del 27-03-2017 non è stranamente presente in elenco, ma può essere visionato qui dal minuto 20:47.

- Scie chimiche: le possibili menzogne future, 2007
- Il carbonato di calcio nelle scie chimiche, 2011
- Ferro ed alluminio nell’acqua piovana: sotto accusa le scie chimiche 2010
- Scie chimiche: ulteriore studio referato dello scienziato J. Marvin Herndon, 2017
- Scie cimiche: la guerra segreta, 2015
- Scie chimiche. Tutti devono sapere!, 2017


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